Erika Marconato

Costantemente alla ricerca. Porto con me la voglia di imparare

DI CALCIO NON SI PARLA di Francesca Serafini, Bompiani

Pubblicato originariamente su Il Colophon il 5 febbraio 2018.


Francesca Serafini è una sceneggiatrice, un’editor e una linguista. Ha pubblicato svariati libri sulla punteggiatura e sulla storia della lingua italiana. Una vera e propria intellettuale. E una tifosa di calcio. Per quanto l’abbinamento possa sembrare bizzarro, in questo saggio l’autrice dimostra come il calcio abbia bisogno di una narrazione diversa: il calcio non è solo uno sport ma una metafora legata a doppio filo alla narrativa. La prima operazione che fa è smontare il calcio in alcuni elementi essenziali: lo sport, le squadre, la fedeltà dei tifosi, il pallone, lo stadio. Dopodiché, l’autrice allarga lo sguardo: che impatto ha avuto questo sport nella storia dell’Italia? Quanto pesa nella vita personale di ognuno di noi? Quanto questo sport ha cambiato il linguaggio e la narrazione italica?

autoritratto di Escher - foto di omega

CivicHackingIT – Diario di un progetto vol. 3

Rieccoci.

Forse anche tu stai scrivendo un libro, come me, e non sai dove sbattere la testa, sempre come me. Forse, invece, ti incuriosisce l’aspetto artigianale della scrittura, sempre come succede a me. Forse, ti interessa solo questo progetto specifico e stai in ansia perché non vedi l’ora che esca, di nuovo, come me.

In ogni caso, qui ti racconto qualche altra cosa sulla scrittura di un saggio. Come gli strumenti di cui ho già parlato, non ti salveranno in caso di pericolo mortale nella foresta della scrittura, ma camminare con uno zaino buono è sempre meglio di non avere nulla.

Prima di tutto, scarpe comode!

Se scrivere un libro è come dare vita ad una foresta, è chiaro che devi servirti di scarpe comode. Fuor di metafora, le mie scarpe comode hanno un unico nome: Scrivener – un software pensato appositamente per gestire la scrittura. Se stai pensando: “ma non mi basta quello che c’è già nel computer?”, la mia risposta è che, tra Scrivener e qualsiasi altro programma di videoscrittura, c’è la stessa differenza che c’è tra essere dispersi nel bosco a piedi nudi o con un buon paio di scarponi da montagna.

CivicHackingIT – Diario di un progetto vol.2

Come si fa a scrivere un libro? Da dove si parte?

Queste non sono le domande a cui risponderò. Troppo semplice trovare le risposte. Alla prima domanda si può rispondere solo “mettendo una lettera dopo l’altra”, mentre alla seconda, beh, il punto di partenza è sempre un foglio bianco. A volte sembra che la pagina bianca causi più panico che altro, ma si parte sempre da lì – sia che si usino i bit sia che si usi l’inchiostro.

Molto più interessante, almeno secondo me, è capire quali sono gli strumenti che permettono al foglio bianco di trasformarsi in qualcosa di senso compiuto. Ti è mai capitato di leggere On writing di Stephen King? Se la risposta è no, recuperalo. Ti aspetto… Secondo me è uno dei più bei libri sul mestiere di scrivere che sia mai stato pubblicato, proprio perché permette di svelare la magia: non si tratta di magia, ma di artigianalità (oltre che di sangue e sudore). Risponde alla domanda a cui vorrei rispondere anch’io in questo mio piccolo post: come si passa dal foglio bianco alle lettere alle parole a qualcosa di senso compiuto?

Nel caso di Civic Hacking, il progetto su cui sto lavorando al momento, la cosa è piuttosto complicata. Sotto l’etichetta #CivicHackingIT ci sono (in ordine sparso): due autori, traduzioni, newsletter, revisioni, interviste/storie, tweet (pochi) e molto altro, quindi la prima cosa a cui mi aggrappo nella scrittura è…

Pagina 7 di 27

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén