Erika Marconato

Costantemente alla ricerca. Porto con me la voglia di imparare

How to: Biblioteca italiana

Oggi inauguro una nuova “rubrica”: gli how-to. Perchè, a volte, guardare uno spacciatore di libri liberi non basta :).
Biblioteca italiana logo

Cos’è biblioteca italiana?

Il primo spacciatore di cui vorrei parlare è Biblioteca italiana www.bibliotecaitaliana.it.

Biblioteca Italiana è una biblioteca digitale di testi rappresentativi della tradizione culturale e letteraria italiana dal Medioevo al Novecento – dal sito www.bibliotecaitaliana.it –

Quindi, sostanzialmente, una raccolta di testi classici in versione integrale ESCLUSIVAMENTE italiani. Niente Shakespeare, qui, neanche in italiano. Nonostante il biblioteca all’inizio, non serve la tessera :).

E’ un progetto che profuma di biblioteca: presentato nel 2000 e realiazzato da una serie di biblioteche universitarie, è tuttora fatto da bibliotecari (come dimostra il simboletto in alto a destra dell’università La Sapienza). E’ introdotta come una biblioteca digitale. Direi che la parte “bibliotecaria” è sopratutto legata alla cura e alla selezione dei testi: al contrario di altri spacciatori di libri liberi, Biblioteca italiana ha esclusivamente del personale pagato dietro, niente lavoro volontario. Non è crowd-based (come Liberliber o Wikisource ad esempio). Il che implica che i testi contenuti possono (e sono) usati nell’ambito della ricerca e ci sono un sacco di cose dietro (soprattutto riguardanti i metadati) che il lettore non vede – ma se siete più che curiosi, tutte le cose tecniche sono nella pagina Progetto.

Come funziona?

Quando si arriva in home, il portale si presenta come un penta-sito, riporto le loro descrizioni carattere per carattere, tranne due piccolissime parentesi che ho aggiunto io.

  • Bibit, più di 1600 testi consultabili e liberamente scaricabili, codificati in XML-TEI, sono in edizione integrale e si fondano sulle più autorevoli edizioni di riferimento;
  • Scrittori d’Italia, riproduzione in formato digitale dell’omonima collana, fondata nel 1910 dall’editore Laterza di Bari sotto la direzione di Benedetto Croce;
  • Incunaboli volgari, la digitalizzazione più estesa possibile degli incunaboli volgari esistenti nelle biblioteche italiane e straniere (sempre e solo di autori italiani);
  • Collezioni speciali, progetto scientifico di acquisizione della documentazione originaria dei testi del Cortegiano di Castiglione, e dell’Orlando Furioso di Ariosto;
  • Risorse, numerosi progetti digitali interrogabili come risorsa esterna (i vecchi siti preferiti che si trovano ancora in qualche sparuto sito).

Il sito è in manutenzione, quindi, ogni tanto, scompare. Com’è successo la sera del corso sui libri liberi a Bassano, causandomi tante imprecazioni interiori.

 Vabbè, e io dove cerco?

Io consiglio di partire dalla ricerca avanzata http://www.bibliotecaitaliana.it/ricerca_avanzata che permette di essere un po’ più precisi e selettivi.

Cerchiamo la Divina Commedia di Dante (per essere corretti in futuro con gli altri spacciatori di libri liberi).

Biblioteca italiana - la schermata della ricerca avanzata

Biblioteca italiana – la schermata della ricerca avanzata

Le opzioni (basta sceglierne una!):

  • ricerca sulla barra di fianco al pulsante OK;
  • Autore a sinistra (la barra indicata dalla freccia compare dopo aver cliccato + di fianco ad autori);
  • Opere a sinistra (la barra indicata dalla freccia compare dopo aver cliccato + di fianco ad opere);
  • Titolo al centro (sopra “… aggiungi criterio”).

 
Per comodità, partiremo dalla ricerca per autore, con la ricerca “Dante”. In questo caso sappiamo titolo ed autore, ma non è detto che sia sempre così: potremmo sapere l’autore, ma non il titolo dell’opera e viceversa.

Biblioteca italiana - Cosa si vede mentre si cerca

Invio (il tasto) o clicchiamo su Inizia. Più o meno, dovrebbe esserci qualcosa del genere:

Biblioteca italiana - i risultati della ricerca

Se siete arrivati fin qui, ottimo! Siamo a cavallo!

Il pulsante T ci permette di accedere al testo. Il pulsante a fianco porta alla scheda (da quale edizione cartacea è tratta l’opera, quale periodo riguarda, metadati dell’opera, etc.).

Anche dalla scheda è possibile andare al testo semplicemente seguendo la T in alto a destra.

Dal testo, clicchiamo versione stampabile.
Si aprirà una nuova scheda, et voilà! Questo è il risultato!

La versione stampabile della Divina commedia

La versione stampabile della Divina commedia

E adesso? Voglio un PDF o un EPUB!

Ecco, a questo punto le cose si fanno un po’ più complicate. Se vogliamo un PDF (ma perchè dovremmo volerlo?) selezioniamo tutto il testo, lo copiamo, lo incolliamo in un documento di testo e lo esportiamo in PDF (OpenOffice ha la funzione integrata, evviva!).

Se vogliamo un .epub o un .mobi passiamo per Calibre e scarichiamo l’ultima versione. E’ un programma opensource, ma non è per questo che i lettori lo adorano: tiene in ordine la biblioteca digitale, sincronizza i device, converte i file in ebook e fa anche il caffè digitale (no quest’ultima no, ma fidatevi, non potete vivere senza).

La funzione che ci interessa è quella di convertitore.

Laura Testoni, bibliotecaria che scrive su Refkit, ha fatto un mini tutorial per passare da un documento in Bibliote italiana ad un ebook, grazie proprio a Calibre.

Dato che le slide non sono su Slideshare, l’embedded è un po’ problematico, quindi questo è il link diretto della presentazione su Google drive: Tutorial di Refkit.

Non sapevi di Biblioteca italiana? Gli how-to ti fanno venire l’orticaria? Fammelo sapere!

Pasta madre e Festival dell’economia

Aiuto! C’è una forma di vita che cresce nel mio frigo!

Non sto parlando della muffa (che non è mai un’ospite gradita), ma della pasta madre.

Pasta madre -  Attribuzione foto

Pasta madre – Attribuzione foto

La pasta madre

è un impasto di farina e acqua acidificato da un complesso di lieviti e batteri lattici che sono in grado di avviare la fermentazione. – Wikipedia

In altre parole un blob grigio, con una sua vita. Cresce, ha bisogno di attenzione e respira :). A me è stata donata da una signora di nome Leonarda, assieme ad una meravigliosa ricetta per le colazioni: rotolini con cioccolato, una specie di enorme briosche dolce.

La pasta madre è la metafora perfetta per questo periodo: non si vive di soli libri :).

Economia

Lo scorso fine settimana c’è stato il Festival dell’Economia a Trento. Cosa c’entra con la pasta madre? Moltissimo, in realtà. Sono stati tre giorni di tavole rotonde in cui si cercava la ricetta perfetta per la nuova classe dirigente, tra crescita e bene comune. Di bene comune ne ho visto poco: qualche sparuto opendata, qualche evento sulla pubblica amministrazione (non sto qui a linkarveli) e qualche piccolo accenno al terzo settore. Io non sono un’economista quindi, probabilmente, mi sfugge il punto, ma, secondo la mia modestissima opinione, il bene comune è qualcosa di più ampio: da piccoli gesti come aggiornare una voce di Wikipedia, a gesti “dirigenziali” come un consiglio di amministrazione che sceglie di far impattare meno la propria azienda sul pianeta. Bene comune non dovrebbe essere uguale a volontariato o a pubblica amministrazione. Non c’è un qualche tipo di ritorno economico nel pre-occuparsi del bene comune? Non c’è un indicatore che misuri il danno potenziale del non occuparsi delle cose comuni (quindi di tutti)?

Comunque, evitando di perdersi nella mia ignoranza, a Trento, in un piccolo meraviglioso parco accessibile solo con una mappa del tesoro, in quei giorni, c’è stato anche l’OltrEconomia Festival. Come mi aspettavo, due mondi contrapposti:

 

@CristianCantoro mi preparo a suonare i bonghi /cc @Lebowskiana @dagoneye @ErikaMarconato @MicheledAlena pic.twitter.com/zcGIlYal8e

— Maurizio Napolitano (@napo) 1 Giugno 2014

 

Un po’ mi spiace. Io trovo le contaminazioni molto interessanti e mi sarebbe piaciuto vederli interagire, magari sarebbe stata la ricetta perfetta.

Se volete un resoconto di un paio di incontri da parte di un economista, Alessandro Lubello dell’Internazionale ha scritto un pezzo corposo e interessante che trovate qui: http://www.internazionale.it/superblog/alessandro-lubello/2014/06/05/cosa-ho-visto-al-festival-delleconomia-di-trento-2014-2.

Da parte mia, l’esperienza del festival è stata decisamente strana: mi sono formata e incuriosita, ho parlato con persone fantastiche (tra cui un ragazzo che ha fatto delle domande molto pertinenti su alcuni progetti che vorrei far partire) e ho lasciato fermentare le (poche) cose di economia che conosco.

Nella mia borsa

Non sia mai che esca senza un paio di libri. A proposito di ricette, è uscito in questi giorni Ricette per un anno da freelance, che di ricette ne ha poche ma è uno spaccato abbastanza reale di cos’è essere un freelance (o almeno provarci) compresi vuoti pneumatici e scassamenti vari.

Essere freelance costringe a fare tanti mestieri, tra cui l’equilibrista, il commerciante, lo psicologo e l’astrologo occupano le prime posizioni.

La cosa interessante è che l’ho trovato in una di quelle poche newsletter che arrivano nella mia casella di posta: gli aggiornamenti di Digital Update. Se conoscete Alessandra Farabegoli e Gianluca Diegoli non serve che vi dica altro, se non li conoscete vi basti sapere che nelle loro comunicazioni ci si trova un po’ di tutto dalla comunicazione, ai social a qualche bizzarro tool come Blinkist (che magari proverò, per iniziare, con Anna Karenina, che mi sta mettendo alla prova):

Blinkist, o i nuovi Bignami dei sacri testi

Tutti abbiamo una pila di libri da leggere e un arretrato chilometrico di letture “mai più senza” che ancora non abbiamo sfiorato. Blinkist offre un servizio di riassunto dei concetti-chiave, che ti dà un’idea piuttosto precisa del contenuto di quei libri che sembrano indispensabili nella biblioteca contemporanea. Il vecchio Bignami, insomma, ma te lo porti dietro anche su tablet e iPhone. Tre giorni di prova gratuita, un canone annuo di circa 30 euro, e una promessa: per “fare come se aveste letto il libro”, vi basterà un quarto d’ora.

Per farvi un’idea l’ultimo numero lo trovate sul loro sito.

La seconda cosa che mi tenuto compagnia in questo festival è un libro di carta (per cui mi sa che farò partire la rubrica #librichevorreiindigitale).

Vabbè, adesso vado a fare la pizza con la mia nuova pasta madre e a riflettere sul mondo perchè anche usare la pasta madre è un gesto di hacking :).

Libri liberi a Bassano del Grappa

La mia giornata pre libri liberi

Quasi un mese fa, il 23 Aprile per l’esattezza, ho riprovato l’inebriante sensazione di panico e puro terrore tipica degli esami/verifiche.
Il lieto evento non era assolutamente un esame, bensì un corso sui libri liberi che ho tenuto a Bassano del Grappa in biblioteca in occasione della giornata internazionale del libro. L’idea era di spiegare cosa fossero i libri in pubblico dominio, perchè fossero in quello stato e dove trovarli.

Nonostante la gentilezza dei bibliotecari, ho passato tutta la giornata ad agitarmi sulla sedia, con i crampi allo stomaco. E mi sono sentita dieci anni più giovane, perchè era esattamente quello che mi succedeva durante gli esami orali all’università.

Per fortuna avevo queste slide da completare :).

Il corso

La saletta si è riempita un po’ alla volta e c’erano alcuni volti noti (che non avevo invitato direttamente, quindi è stata una bella sorpresa). I volti noti hanno decisamente aiutato a creare l’atmosfera giusta, quella che ogni relatore ucciderebbe per avere: interesse e collaborazione.
Lo ammetto sono stata molto fortunata: con la biblioteca ho strutturato una serata in cui era prevista una parte frontale (detta anche “io che blatero“) e una laboratoriale (detta anche “voi che provate“); la realtà è che è stata una serata tutta laboratoriale. I lettori bassanesi erano preparati e disposti ad intervenire, a fare domande, a dire la propria.

Abbiamo seguito il fil rouge delle slide: un po’ d’introduzione agli ebook (in cui mi si è seccata la bocca da morire), un’infarinatura di storia dell’editoria, un pizzico di diritto d’autore e tanti spacciatori di libri liberi. Giusto perchè non ero agitata, mi sono fatta anche i bigliettini come a scuola.

I bigliettini come a scuola

I bigliettini come a scuola

Volutamente avevo lasciato fuori dal percorso DRM, formati e altri tecnicismi. Nella mia testa (e nella realtà per fortuna) se i lettori sentivano qualcosa che non capivano, me l’avrebbero chiesto.

Qualche domanda (e le risposte)

Sono un’eccezione e di domande ne ho avute moltissime (grazie, grazie, grazie).

  • “Come si fa ad aggiungere un dizionario ad un device?” Risposta: pare che non si possa. Non sono un tecnico IT, quindi ho cercato su forum e affini (compreso leggendo i manuali dei device che ho trovato online) e pare proprio che ciò che hai ti tieni. Puoi comprare un dizionario in epub da tenere nel device, ma non si integra con la lettura (quindi quando si clicca sulle parole non succede nulla): bisogna uscire dal libro ed entrare nel dizionario comprato, il che rende tutto un po’ macchinoso. Se qualcuno sa questa cosa, mi faccia sapere.
  • “Cos’è il DRM?” Una cosa fastid Una protezione sugli ebook. Un po’ come il vecchio quadratino nelle videocassette. Serve a limitare il numero di device da cui si riesce ad accedere ad un libro digitale.
  • “Se mi salvo una copia da qualche parte, conta come un device per Adobe?” Risposta: dipende dove lo salvi.
  • “Cos’è il Social DRM?” Una protezione leggera: una specie di ex-libris digitale.
  • “Si possono prestare gli ebook?” Per fortuna ne avevo parlato qualche settimana fa. La biblioteca ha parlato dei sistemi di prestiti per le biblioteche (io ho provato solo Media Library On Line, ma ce ne sono anche altri).
  • “Vado meglio con l’iPad o con l’ereader?” Dipende. Io sono un’accanita sostenitrice dell’ebook reader. Uno dei ragazzi presenti in sala, non viveva senza l’iPad: ci studiava, ci leggeva, ci sottolineava. In base a quello che si deve fare è meglio un device o l’altro.
  • “Perchè su liber liber le cose in lavorazione non si sa quando verranno aggiornate?” Gestione e contributi volontari (hacker se posso).
  • “Cosa posso usare per gestire la biblioteca digitale?” Calibre, punto e fine.
  • “Come si apre un epub?” Avrei voluto rispondere “con un martello, come le noci di cocco!”, ma mi sono trattenuta. Calibre e Adobe Reader.
  • “Dove trovo immagini in Creative Commons?” Flickr e Commons sono quelli che io uso di più (colpa mia che gli ho detto che oltre ai libri si trovano anche immagini con la licenza Creative Commons).
  • “Differenza tra open e free” Questa per fortuna se la sono risolta due signori molto preparati. Uno sospetto fosse del GrappaLUG (il gruppo di Linux Users di Bassano del Grappa).

Le reazioni

Di sicuro mi sono dimenticata qualcuna delle domande che mi hanno fatto e che hanno reso la serata una conversazione, più che una lezione :D.

La mattina dopo ho trovato un paio di cose su Facebook, che riporto, insieme alla mia reazione a caldo. Mi sembrano la conclusione ideale!

Insomma avete capito, se volete una serata con ricchi premi e cotilions (limitatamente ai libri liberi), scrivetemi a me@erikamarconato.it (piccolo messaggio del tutto disinteressato :D).

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