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Su fumetti, città invisibili e riviste letterarie

Per il numero di aprile de Il Colophon, Michele Marziani ha proposto a me (e alla redazione) di riflettere sulle città invisibili: quei posti, magari pure reali, resi famosi da ricordi e celebrazioni letterarie (Michele, da brillante scrittore quale è, lo spiega molto bene nel suo editoriale, disponibile qui).

Per me, città invisibili uguale fumetti. Cosa c’è di più invisibile di una località completamente inventata, sebbene completamente visibile (o meglio illustrata)?

Sviluppare il mio punto di vista richiedeva un discorso più ampio (ossia una scusa per parlare di molti fumetti e autori che trovo interessanti), per cui ho parlato di Dylan Dog, di Vanna Vinci, di Zerocalcare e via dicendo. Il pezzo completo lo trovate qui: https://ilcolophon.it/le-citt%C3%A0-visibili-dei-fumetti-un-viaggio-tra-alcune-rappresentazioni-nel-mondo-dei-fumetti-di-erika-ba2ddd867bb2#.m4gkm41dp.

Secondo voi i fumetti (in senso lato) rientrano negli argomenti di interesse di una rivista letteraria?

Ps. Un paio di articoli sulle città invisibili che mi sono particolarmente piaciuti sono quello su Bolaño e quello su New York (la città che, nel mio immaginario, è stata più rappresentata in assoluto). Anche se, in questi giorni, torno spesso a questo sulla Sicilia, sarà l’idea delle vacanze?

 

 

UN’ISOLA di Giorgio Amendola, Rizzoli Editore

Pubblicato originariamente su Il Colophon il 9 giugno 2016.


Questo libro, edito nel 1980 da Rizzoli, è il seguito de Una scelta di vita, la prima parte dell’autobiografia — soprattutto politica — di Giorgio Amendola. “Venne il giorno della partenza” sono le prime parole del libro, che ci catapultano nella vita dell’autore: Amendola sceglie il momento della sua partenza per il IV Congresso del Partito Comunista per cominciare a dipanare i fili della sua storia personale, ma anche della Storia, quella dei cambiamenti epocali, quella dei nomi noti. Questi due aspetti si intrecciano continuamente nel racconto di Amendola, che sceglie comunque di avere una voce ‘privata’, quasi domestica, anche riguardo ad alcuni grandi eventi degli anni Trenta del Novecento (ad esempio narra del suo incontro con un dirigente del PCI ricordando il risotto “francamente scotto” preparato dalla moglie del dirigente).

ATLANTE DELLE ISOLE REMOTE di Judith Schalansky, Bompiani

Pubblicato originariamente su Il Colophon il 9 giugno 2016.


In questo libro del 2013, l’autrice raccoglie le storie di cinquanta isole, sparse tra i vari oceani, ma, soprattutto remote. Nonostante il titolo, questo volume non è solo una raccolta di illustrazioni di isole, ma anche una collezione di racconti brevi, come specifica anche l’autrice in questa intervista per minima&moralia. Per ogni mappa, c’è una storia, una leggenda, una riflessione. Ogni porzione di terra, infatti, è presentata in due pagine: quella di destra racconta “visivamente” il luogo tramite l’illustrazione/mappa; quella di sinistra narra “con le parole” (in alto troviamo una serie di dati tecnici comprensibili e il corpo del testo con la storia che la Schalansky ha scelto per quell’isola).
L’autrice, classe 1980, è cresciuta a Berlino est sognando luoghi in cui non le era permesso viaggiare: l’illustrazione cartografica diventa, quindi, un modo per “conquistare mondi lontani nel soggiorno” dei suoi genitori.

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