Ho la fortuna di aver fondato un gruppo di lettura (Cibo per la mente, trovi quello che abbiamo letto il primo anno nel blog e quello che stiamo leggendo sempre nel blog). Siamo un gruppo di donne di varie età, ci troviamo a Trento – o meglio in uno dei ristoranti di Trento – e parliamo di libri. Dato che non sono l’unica lettrice forte del gruppo, le discussioni portano con loro spesso altri percorsi di lettura: autori, scritti e film indipendenti dal libro della serata si intersecano spesso nelle nostre riflessioni.

I miei percorsi di lettura sono emotivi, frammentari, saltellanti e più casuali di quanto sembri, quindi, mi sono segnata ogni libro che è stato nominato per silenziare quella vocina che mi dice di salvarmi le informazioni (non che poi suddette informazioni le riprenda in qualche modo: non rileggo i miei diari, non riprendo i link che mi salvo, non leggo i tab che mi apro con l’idea di approfondire poi). Segnata è la parola chiave: pagine dedicate nella mia agenda o nel mio bullet journal del momento – essendo al terzo ciclo, ce n’è stato più d’uno -, foglietti volanti, tovagliette dei ristoranti, note sul cellulare – che nel frattempo è cambiato -, scritte a penna sul dorso della mano. All’inizio, ho trasferito quelle annotazioni in una sezione della newsletter che

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