Costantemente alla ricerca. Porto con me la voglia di imparare

Categoria: editoria digitale Pagina 8 di 9

Le mie esperienze di lettrice con libri digitali e altre facezie legate a ebook, ereader, eInk, libri digitali, editoria digitale.

Piccole esperienze di openess (e un po’ di Clay Shirky)

La mia personalissima esperienza con i libri digitali (come credo per molti altri) è cominciata con libri “liberi”: ho scaricato un libro da LiberLiber e, non avendo un device elettronico, l’ho stampato per leggerlo in treno (avevo bisogno di una scusa per allontanare eventuali scocciatori 🙂 ).

All’epoca ancora non lo sapevo, ma quel semplice gesto avrebbe cambiato il mio modo di vedere i libri (elettronici, in particolare) e le risorse digitali.

Da allora di strada un po’ ne ho percorsa:
– so la differenza tra gratis e di pubblico dominio;
– ho un’idea di come si può far circolare le idee senza violare il diritto d’autore;
– ho capito il senso di creare dei contenuti gratuitamente (anche molto piccoli) per aumentare l’intelligenza collettiva.

Software libero - Attribuzione immagine

Software libero – Attribuzione immagine

In questi ultimi giorni, ho assistito a tante piccole forme di resistenza: Wikipedia, OpenStreetMap, Wikisource e LiberLiber.
Nell’ordine: due giorni di Bibliohackathon per approffondire Wikipedia, una presentazione al TEDxTrento su OpenStreetMap, una maratona di rilettura su Wikisource, il 19esimo compleanno di LiberLiber.

Perchè la gente lo fa? Perchè perdere tempo ad inserire voci o a correggere errori su Wikipedia? Perchè rileggere un’opera digitalizzata e disponibile su Wikisource? Perchè mettere i civici giusti su OSM?

Non vi darò nessuna risposta: secondo me, ognuno lo fa per un motivo diverso (non so se qualcuno lo fa per fare colpo, ma sarebbe veramente divertente). Quello che voglio fare è consigliarvi un libro (e che altro sennò?).

Si tratta di Surplus cognitivo di Clay Shirky. Il buon Shirky ha fatto, in questo volume, un’analisi molto interessante sul perchè e per come di questi gesti di cura del bene comune.

Lui individua tre elementi. Il primo è il tempo libero (diritto faticosamente conquistato). Il secondo elemento è la partecipazione, che cambia il suo carattere e l’impegno richiesto ad ognuno di noi. Terzo fattore, decisamente il più importante, la generosità umana, ciò che ci perrmette di fare qualcosa grautitamente per gli altri: la parte migliore di noi.

Al contrario di quello che sembra, queste scelte non hanno a che fare esclusivamente con un atteggiamento filotecnologico. Anzi. La tecnologia e internet hanno solo amplificato un fenomeno che già faceva parte del nostro dna: facciamo volontariato anche fuori dal web ;).

Prima di acquistarlo, ci si può fare un’idea con questa presentazione. E’ in inglese sottotitolato.

Buona visione, ma soprattutto buona resistenza :). E ricordate:

il passo più difficile è tra il non fare nulla e il fare qualcosa .

chef all'opera

Sulle aspettative librarie deluse

Lo spunto

chef all'opera

Ecco come mi sono sentita – attribuzione foto


Questo lunedì sono stata ad un laboratorio di cucina a tema colazione organizzato dal mio GAS. Il mio primo corso di cucina! Ero veramente carica e felice, ma le cose non sono andate come mi aspettavo :(.

Sono partita da casa con l’idea di “mettere le mani in pasta”, ho messo il mio fighissimo grembiule in borsa e via: mi immaginavo immersa nella farina, con le mani sporche di frutta e a lottare con le uova.

Ho addirittura lasciato a casa gioielli e affini per non doverli scrostare poi.

Avevo anche già pensato a qualche libro di cucina da condividere (nonostante io in cucina consulti solo la carta: un ricettario di procedimenti antichi scritto a mano da mia mamma, un paio di libri di ricette regali di amici, qualche volumetto per le cose etniche e qualche ritaglio sparso).

In realtà, le cose sono andate in modo diverso. Durante la serata, un cuoco ci mostrava il procedimento da dietro un tavolo. Lui preparava e cucinava tutto: a noi il solo “onere” di assaggiare. Niente farina nei capelli, zucchero sulle scarpe o cioccolato sgranocchiato di nascosto.

Aspettative: brutte bestie

La serata, in realtà, è stata molto piacevole. Le partecipanti sono state servite e riverite da uomini delle varie associazioni organizzanti e abbiamo mangiato delle cose buonissime.

L’unica cosa che veramente mi ha indispettito è stata che io avevo un’idea diversa in testa, quindi ho passato la serata (e il giorno successivo) a borbottare “tutto bello, ma io volevo fare, altrimenti non capisco le consistenze” 🙂 (che pigna di donna!).

I libri e le aspettative

Dopo aver smesso di mugunare e lamentarmi, non me la sentivo più di cercare libri sulla cucina o di cucina (troppo doloroso), quindi ho “virato” sulle aspettative deluse. Ho ripensato alla mia vita da lettrice e ho ripescato da cassetti e cartelle (e da altri posti in cui li avevo abbandonati) i miei libri ammazzaentusiasmo: come il corso di cucina, non che fosse brutto in sè, sono io che pensavo ad una cosa diversa.

Holidays on ice – David Sedaris

L’aspettativa
Avevo già letto altri libri suoi; mi ero divertita; l’avevo catalogato cinico e ironico, ma piacevole.

La realtà
E’ un libro cinico, solo cinico. Sprizza cinismo da tutti i pori. Se fosse stato il mio primo Sedaris, sarebbe stato anche l’ultimo. Rispetto agli altri, manca competamente della parte divertente.

Middlesex – Jefferey Eugenides

L’aspettativa
“Ha vinto un Pulitzer, è stato pluriristampato. Ha un numero consistente di pagine: mi terrà occupata per un po’”

La realtà
Non è un brutto libro (alcuni lo trovano meraviglioso e geniale), ma, per quanto mi riguarda, ha almeno un centinaio di pagine in eccesso. In più, la mia sensazione è che fosse voyarestico come gli uomini vicino alla piscina in cui Cal nuota nudo. Ultimo, ma non per importanza, il protagonista è onniscente, ma più che essere utile alla trama è utile all’autore. Mi sono un po’ consolata leggendo la recensione del Guardian in cui John Mullan condivideva la mia perplessità sull’argomento.

La solitudine dei numeri primi – Paolo Giordano

Cosa mi aspettavo
Se hai messo la matematica nel titolo, avrà un senso per l’andamento del libro. Questo sarà un romanzo simile al Teorema del pappagallo o al Mago dei numeri.

La realtà
La matematica non c’è. Il libro è un romanzo di formazione “doppio”, nel senso che i protagonisti sono due, ma numeri non ce ne sono quasi mai. Il titolo (ho scoperto ben dopo averlo letto) è stato deciso dall’editor e, almeno secondo me, crea un certo tipo di aspettativa (che viene delusa).

La montagna incantata – Thomas Mann

Pre lettura
Adoro Thomas Mann. E’ un genio. Come riesce a ricreare la sensazione di spleen in Morte a Venezia è semplicemente fantastico.

Post abbandono
Non ce la posso fare. Settecento pagine di Morte a Venezia sono decisamente troppe da sopportare (perfino le 300 che ho letto io erano troppo per me). Uno dei pochi libri che ho abbandonato senza finire (e che non ho nessuna intenzione di riprendere in mano :)).

Diario di scuola – Daniel Pennac

Cliccando sull’immagine si arriva all’epub. Meglio il PDF? No problem, eccolo.
Da dove venivo
Per questo la colpa è mia.
Nel periodo in cui ho letto Diario di scuola, avevo letto più volte, il ciclo di Malaussène e forse mi ha condizionato la lettura :).

Sulla strada – Jack Kerouack

Al tempo, quando ho letto questo libro, ero una giovane donna piena di sperenze e sogni. Questa era la Bibbia della Beat Generation e pensavo potessimo condividere un pezzo di strada.

Mi sbagliavo.

Ah, queste aspettative deluse mi hanno intristito. Vado a cucinare una torta che è meglio!

I consigli di Paolo Malaguti

Paolo Malaguti e il Sillabario Veneto - fonte foto: www.paolomalaguti.it

Paolo Malaguti e il Sillabario Veneto –

Questa settimana, con il gruppo di lettura della mia biblioteca, abbiamo incontrato Paolo Malaguti, autore di “Sul Grappa dopo la vittoria“, “Sillabario veneto” e “I mercanti di stampe proibite” (quest’ultimo mi ha tenuto compagnia per quasi tutto il mese di ottobre).

Il lettore Paolo Malaguti

Spesso, almeno per la mia esperienza, quando si parla con un autore si finisce per condividere anche le esperienze come lettori :). Paolo Malaguti, che è una persona veramente squisita, si è ben prestato e ci ha parlato di un sacco di libri interessanti. Per questa settimana, ci accompagneranno i suoi “imperdibili”.

William Shakespeare: “forse l’ho letto troppo presto, ma mi ha molto colpito”

Condivido con Paolo la lettura precoce (almeno di Romeo e Giulietta e dell’Amleto).
E’ un autore che è morto da mò, quindi è “scaduto” il copyright, il che significa che gli scritti del buon William sono di pubblico dominio, appartengono a tutti (gaudio e tripudio). Le copie gratuite (e libere) di commedie e tragedie si trovano:

  • Progetto Gutenberg (epub e pdf – per alcuni scritti anche mobi e html – in lingua inglese);
  • LiberLiber (pdf, epub ed audiobook in lingua italiana);
  • Wikisource ha Macbeth, Amleto e la Tempesta. Se non hai la più pallida idea di cosa sia Wikisource qui di sicuro c’è qualche risposta :);
  • Librivox, che è un progetto che contiene solo audiobook, in particolare in lingua inglese, di libri che si trovano nel pubblico dominio.

 

Giovannino Guareschi: “imperdibile”

Per quanto mi riguarda, ho messo nel mio lettore le prime due opere di Giovannino Guareschi, creatore di Don Camillo.

 

Wu Ming: Altai e Luther Blisset: Q

Dal 1996, tutti i nostri libri recano per contratto la seguente dicitura: Si consente la riproduzione parziale o totale dell’opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta. – Wu Ming

Per me personalmente, tra i primi ebook liberi che ho scaricato.
Paolo Malaguti ci ha citato, in particolare, Q e Altai, in risposta alla domanda “Lei ha letto il loro ultimo? E, quali sono quelli che proprio bisogna leggere?” (No, non aveva letto l’ultimo).
Li si trovano entrambi nella parte download del loro vecchio sito.
Q è scaricabile in PDF. Altai in epub.

Luigi Meneghello: “denso”

Io (Erika) non ho mai finito nulla, quindi vado sulla fiducia. Il fatto che ho cominciato “Libera nos a malo” almeno tre volte, vale? No, vero?

 

Madame Bovary: “mi ha proprio colpito!”

Anche per questo vado sulla fiducia: è nella mia lista (di libri da leggere) da un bel po’, ma non ci sono ancora riuscita, a leggerlo :).
Anche lui è di pubblico dominio, quindi è scaricabile da LiberLiber. Purtroppo niente epub, ma c’è il pdf e il txt.

Goffredo Parise: “l’ho chiaramente omaggiato ne Il sillabario veneto”

Si può leggere o farselo leggere :). Su BookRepublic c’è, infatti, sia il formato epub che l’audiobook.

Di nuovo un mea culpa: Parise non lo conosco proprio. Al contrario di quello che pensa una signora del gruppo di lettura, non ho letto tutto lo scibile umano. Mi piacerebbe, è nella lista delle cose da fare, ma ancora non l’ho fatto ;).

 

Mario Rigoni Stern: “un confronto inevitabile e uno dei miei primi innamoramenti letterari”

Sarò una pessima lettrice, ma di Rigoni Stern ho letto solo Il bosco degli urogalli, acquistato per 0.50 cent da una libraia ambulante di Padova. Ogni anno mi ripropongo di leggere qualcos’altro, sarà la volta buona?

 

Moby Dick: “dare un nome ai personaggi condiziona il lettore. Per me, Ismaele avrà sempre la faccia di un mio amico con lo stesso nome”

Un libro che si porta una storia per Paolo Malaguti.

E più di una. Per me Achab, Ismaele e la balena sono legati indissolubilmente ad uno dei corsi più interessanti (e più difficili) che ho fatto all’università: semiotica. Un corso evitato da molti, ma che io ho trovato veramente edificante. Mi sono persa tra significato e significante, tra senso e segno e me lo porto ancora nel cuore.

Questa storia, per i più impavidi, è scaricabile in lingua dal Progetto Gutenberg.
Per gli altri, al prezzo di un cappuccino con la briosche è acquistabile da BookRepublic.

Se volete leggere com’è andato l’incontro, com’è il libro che ho letto e altre amenità trovate tutto qui.

Ma voi, questi libri consigliati li avete letti? Quali? Quando? Cosa vi hanno lasciato?

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