Erika Marconato

Costantemente alla ricerca. Porto con me la voglia di imparare

Tag: Il Colophon

Un uomo di fronte una vetrina di cappelli

Altre cose che ho scritto in giro

Come nasce un numero de Il Colophon? A volte come un incubo, un’ossessione, una ballata ascoltata una volta di troppo. Così, ospite da amici a Milano, ho ritrovato la bella canzone di Piero Ciampi che dà il titolo all’album Andare camminare lavorare e altri discorsi. L’ho ascoltata e riascoltata, come un mantra, una piccola mania, un ripetersi in un abisso, una voce che arrivava da lontano. – Michele Marziani, nel suo editoriale.

Anche per me questo numero de Il Colophon è nato così. Ascoltando e riascoltando alcune canzoni e altre parole. Oltre a quella di Piero Ciampi, ho riascoltato le canzoni dei Modena City Ramblers (cosa che non facevo da un po’). Per ricordare chi erano, che parole usavano e che parole avrei usato io.

Quando ho scritto le domande per Cisco avevo nelle orecchie le nostre canzoni (loro le avranno pure scritte, ma sono io che le ho consumate prima nel walkman, poi nel lettore CD fino ad impararne a memoria i testi). Perché Cisco (e Alberto e Giovanni) stanno tornando con un progetto che si chiama I Dinosauri. Alberto ne parla abbondantemente qui: http://www.cottica.net/2016/06/01/la-legge-del-folk-e-il-ritorno-dei-dinosauri/.

Una cosa che non c’è nell’intervista è quanto mi faccia strano pensare a quanto loro sono cambiati, a quanto io sono cambiata. Alcune cose che troverai sono: cosa significa essere dinosauri, perché serve continuare a raccontare, alcune sfaccettature dell’essere italiani, che ruolo ha il folk giurassico e perché la modernità funziona anche con I Dinosauri.

L’intervista integrale (e una meravigliosa foto in bianco e nero) la trovi qui: https://ilcolophon.it/i-dinosauri-un-ritorno-acustico-in-parole-e-musica-d62768caf4fd#.7dlezroj9.

I mondi della scrittura sono vasti e multiformi, variegati forse più di un continente: ogni scrittore che se ne va è la bandierina a mezz’asta in una delle Fortezze Bastiani che presidiamo il nulla letterario. Se ne vanno i poeti come Zeichen, i grandissimi del Novecento come Michel Butor, i “cannibali” mai pentiti come Tommaso Labranca. Passano attraverso l’età, la storia, lasciano un segno, dentro ai lettori, una virgola. – Sempre Michele Marziani nel suo editoriale

Ed è proprio perché Michele, come me, vede la scrittura come multiforma che ho potuto recensire Toccare le nuvole di Philippe Petite. Che non è uno scrittore, pur essendo un poeta. Per capire cosa intendo vi consiglio di leggere tutta la recensione qui: https://ilcolophon.it/toccare-le-nuvole-b15e63d9fab2#.o8su4rjn7.

Altre cose che mi hanno incuriosito dal momento della loro proposta: il pezzo su Fantozzi, quello su Montale e la poesia e il racconto di Giovanna Piazza.

Leggetene e condividetene!

Uno schizzo inchiostrato di una città

Su fumetti, città invisibili e riviste letterarie

Per il numero di aprile de Il Colophon, Michele Marziani ha proposto a me (e alla redazione) di riflettere sulle città invisibili: quei posti, magari pure reali, resi famosi da ricordi e celebrazioni letterarie (Michele, da brillante scrittore quale è, lo spiega molto bene nel suo editoriale, disponibile qui).

Per me, città invisibili uguale fumetti. Cosa c’è di più invisibile di una località completamente inventata, sebbene completamente visibile (o meglio illustrata)?

Sviluppare il mio punto di vista richiedeva un discorso più ampio (ossia una scusa per parlare di molti fumetti e autori che trovo interessanti), per cui ho parlato di Dylan Dog, di Vanna Vinci, di Zerocalcare e via dicendo. Il pezzo completo lo trovate qui: https://ilcolophon.it/le-citt%C3%A0-visibili-dei-fumetti-un-viaggio-tra-alcune-rappresentazioni-nel-mondo-dei-fumetti-di-erika-ba2ddd867bb2#.m4gkm41dp.

Secondo voi i fumetti (in senso lato) rientrano negli argomenti di interesse di una rivista letteraria?

Ps. Un paio di articoli sulle città invisibili che mi sono particolarmente piaciuti sono quello su Bolaño e quello su New York (la città che, nel mio immaginario, è stata più rappresentata in assoluto). Anche se, in questi giorni, torno spesso a questo sulla Sicilia, sarà l’idea delle vacanze?

 

 

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